LEGGENDE DELLA SARDEGNA: LA STORIA DEL TELAIO D’ORO E DELLA JANAS CHE LO CUSTODIVA

Oggi vogliamo raccontarvi una triste storia che ha come protagonista un telaio d’oro, oggetto intorno al quale si articolano svariate leggende legate alla nostra terra, proprio perché venivano tessuti dalle Janas, tipiche figure della tradizione culturale sarda.  

Le Janas sono un popolo di fate sarde, piccole, alte poco più o poco meno di un palmo, vestono di rosso e hanno il capo coperto da un variopinto fazzoletto, ricamato con fili d’oro e d’argento, e portano pesanti collane d’oro lavorato.

La leggende che vi proponiamo, ambientata nella zona della Trexenta, racconta che nei meandri del Monte Nuxi risiedesse una Janas, piccina, dotata di una voce stupenda, melodica e alle volte struggente. Lavorava sempre al suo telaio in oro massiccio, nella sua dimora costruita fra le rocce del monte. Si dice che nei giorni ventosi, il suo canto si diffondesse per le strade dei paesi limitrofi e avesse un effetto alquanto particolare, ossia stimolasse l’avidità dei loro abitanti, richiamati dal notevole valore del telaio.

Una notte, un gruppo di persone, con l’intendo di rubare quel prezioso tesoro, si recò nella casa della fata e, mentre dormiva, calò delle funi per trasportare il telaio. Ma l’imboccatura del passaggio tra le rocce era molto stretta e l’impresa fallì. Così, dopo l’ennesimo e vano tentativo, le corde si spezzarono e il telaio cadde nel centro del Monte Nuxi.

Da quel momento, non si è più udito il bellissimo canto della Janas e non si è più avuta notizia di quel telaio tanto ambito; qualcuno asserisce che la fatina sia morta a causa del dispiacere e si sia trasformata in pietra.

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