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LA LEGGENDA TRISTE DEL CASTELLO DEI DORIA A CASTELSARDO

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Il Castello dei Doria si trova nel meraviglioso paese di Castelsardo e come la maggior parte dei castelli della Sardegna conserva una leggenda dalle antiche origini. 

Si narra che una donna imparentata con un cavaliere al servizio della famiglia Doria si invaghì del bell’ammiraglio Andrea Doria, ma accecata dall’amore, divenne morbosa al punto da indurre il principe a respingerla.

Adirata, la dama decise di recarsi da una famosa maga per avere una pozione che le avrebbe permesso di colpire il cuore del suo amato, ma purtroppo la megera le rispose che Andrea Doria era immune da incantesimi d’amore, in quanto devoto a San Giovanni. Tuttavia, le offrì di metterla in contatto con qualcuno di molto potente, che in un certo senso poteva aiutarla, ossia il diavoloLa donna avrebbe dovuto concedere l’anima al demonio e, in cambio, avrebbe avuto i poteri magici di una strega; poiché la dama era tremendamente offesa dai rifiuti del principe, accettò per vendicarsi degli oltraggi ricevuti.

Trasformatasi in strega, un giorno incontrò Andrea, che si stava recando in chiesa attraverso il cunicolo del castello, e gli disse: “Nobile Messere, mi ha mandato a te San Giovanni di Viddacuia, per dirti; bada, ti sovrasta una grande disgrazia! Il giorno che vedrai i campi del Coghinas ricoperti di cavalli e cavalieri verdi, quel giorno il tuo castello sarà espugnato e tu con la tua corte sarete appiccati per la gola su gli spalti di Castel Doria!”.

Andrea Doria, rimase tanto sconvolto che decise di rafforzare le difese del castello e di inviare le chiavi del tesoro di famiglia ad una sorella che risiedeva a Genova. Nel mese di maggio si compì la vendetta della strega: andò nei campi di Coghinas ricchi di fiori e di asfodelo e con un incantesimo trasformò tutto in cavalli verdi, cavalieri verdi e armature verdi. Il giorno seguente Doria trasecolò, paventando un assalto alla sua fortezza e alle sue ricchezze. Temendo di non poter difendere il castello, decise di suicidarsi gettandosi dal bastione dove solitamente passeggiava. In quel momento il campo tornò a come era il giorno prima e una brutale risata riecheggiò nell’aria. Saputo della morte di Andrea, la sorella fece i bagagli, prese le chiavi e partì per la Sardegna, ma subito dopo morì; pochi istanti prima del suo decesso gettò in mare le chiavi rendendo inaccessibile per sempre la stanza che conteneva i tesori dei Doria.

Molto tempo dopo, un pastore passò davanti al castello e notò una luce che proveniva da una porta posta sulla muraglia del bastione: entrò e con meraviglia si trovò in una stanza colma di oro, stoffe preziose, biancheria, tele. Vi era una bella donna di bianco vestita che gli intimò di andar via. Il pastore, posto che la sua grande famiglia necessitava di biancheria, prese solo le stoffe lasciando il resto. Tornato a casa e raccontato l’accaduto, decise di tornare con i parenti per prendere l’intera ricchezza, ma la luce si spense appena l’uomo si avvicinò facendo ricadere la muraglia nel buio della notte. Del tesoro dei Doria non se ne seppe più nulla.

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