HONG KONG SCOPRE GRAZIA DELEDDA. LEGGETE QUI

La City University di Hong Kong ha messo in calendario una settimana di visite e studi in Sardegna per approfondire le opere di Grazia Deledda e conoscere una terra, la Barbagia, così antica e segreta. 
Tutto nasce dal Master in Creative Writing, Department of English. Uno dei laureati del 2013 è Ciriaco Offeddu, ingegnere, manager e consulente con esperienza ventennale in Asia, nato a Nuoro. Offeddu, durante i suoi studi, presenta la sua illustre concittadina Grazia Deledda. Il premio Nobel riveste in ambito accademico un’importanza straordinaria: da ciò un grande interesse presso la facoltà di Hong Kong, anche perché la scrittrice sarda non è molto conosciuta e promossa.
La Writer-in-Residence del Master, Xu Xi, scrittrice sino-indonesiana molto conosciuta in Asia e negli USA, autrice di vari saggi e racconti, si appassiona tanto del tema da lanciare e programmare un primo seminario per l’Ottobre 2014, cui parteciperanno cinque professori e una ventina di studenti provenienti da tutto il mondo.
In conseguenza di questa interessante opportunità di riscoperta e valorizzazione letteraria, e per meglio far conoscere Grazia Deledda a Hong Kong e Macao – che restano le porte privilegiate per la Cina anche da un punto di vista culturale – saranno promosse varie attività introduttive alla sua opera.
La prima sarà tenuta il 17 gennaio prossimo nello spettacolare showroom della Ferrari di Repulse Bay, sull’isola di Hong Kong, con una mia introduzione alla vita e alle principali opere della grande scrittrice. Xu Xi illustrerà i programmi dell’Università e le tecniche di Creative Writing, confrontandole con quelle utilizzate dalla Deledda.
Durante il prossimo mese di Marzo sarà presentato nella ex colonia portoghese di Macao – nell’ambito del locale Art Festival – il film muto Cenere del 1916, liberamente tratto da un libro della Deledda e interpretato da Eleonora Duse. Si stanno nel frattempo stringendo accordi per la traduzione in lingua cinese di alcuni suoi racconti; sorprendentemente il mondo rurale cinese e quello sardo non sono infatti così distanti. Il mese di Maggio vedrà una seconda lettura in Hong Kong delle opere della Deledda. Si spera che l’evento sia arricchito dalla presentazione di artigianato, folclore e prodotti sardi.
L’intento è di creare – nel nome di Grazia Deledda – rapporti stabili e continuativi fra la City University di Hong Kong e il mondo culturale Sardo.
Personalmente conoscevo poco Grazia Deledda, serbandone solo vaghi ricordi scolastici. Eppure, leggendo alcune sue opere, mi sono stupito della sua attualità. Addirittura certi suoi racconti brevi, pubblicati dal Corriere della Sera, ricordano un po’ quelli che hanno portato al Nobel 2013 la canadese Alice Munro. Aveva ragione D.H. Lawrence, l’autore di The Plumed Serpent e di Lady Chatterley’s Lover quando scrisse che la prosa di Grazia Deledda e i suoi caratteri non invecchieranno mai, come invece è capitato per molti suoi contemporanei. Per apprezzarne la diversa caratura basti guardare alle prime scrittrici italiane che, faticosamente, si fecero largo nel nostro paese, Matilde Serao, Ada Negri, Neera, Carolina Invernizio, Teresah, oggi tutte fuori moda e inattuali.
Ciò che rende eterna Grazia Deledda è il suo grande amore per la natura vergine e selvaggia, la sua indifferenza per l’effimero e la sua impervia semplicità.
“Avrà sentito puzza di cipolla sulla mia mano. Stavo preparando la cena.” Questo fu l’ironico commento di Grazia Deledda, dopo il baciamano del console di Svezia venuto a bussare all’uscio della sua casa per comunicarle il conferimento del premio Nobel per la letteratura per il 1926.
A Stoccolma andò l’anno successivo con il marito, in treno e in una carrozza di seconda classe. Raggiunsero la capitale della Svezia l’8 dicembre 1927, dopo tre faticosi giorni di viaggio.
La Deledda fu la terza donna nella storia dei Nobel, la seconda nella categoria letteraria. Il suo discorso di fronte al pubblico e a re Gustavo resta uno dei più brevi mai pronunciati. Al ritorno fu accolta come un’eroina ma lei rifiutò inviti a conferenze e presentazioni e si mantenne indipendente dalle accademie, dalla politica e dalle mode. Non si conoscono foto che la mostrino sorridente, forse perché era stata educata secondo il codice della Barbagia a non manifestare le proprie emozioni in pubblico. Le sue opere non hanno avuto la dovuta risonanza nei programmi scolastici italiani e sardi, forse perché la sua riservatezza non è stata un efficace strumento di popolarità.

Angelo Paratico

(FONTE: http://lanostrastoria.corriere.it/2013/12/03/grazia-deledda-a-hong-kong/)

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